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| Le scale impossibili di Escher |
Bentrovati e Buon Lunedì dell'Angelo !
Cari amici, lo so! Mi sto ripetendo !Ho già scritto sull'argomento il 2 agosto del 2022 nel post "Come è falotica la vita !" Ma ho innumerevoli ricordi ed anche la necessità di condividerli con voi!
Comincerò con il rammentare il mio primo bacio . In quel caso, stranamente, amore fece rima con ascensore! Sì, perché proprio nel montacarichi del Liceo io ed un mio compagno di classe ci lasciammo trasportare dal nostro impulso ed ardore ma il sentimento fu così fugace, che non mi ricordo nemmeno il suo nome ! Oltretutto durante la durata dell'osculo, non ci accorgemmo che era salito anche un nostro professore. Che figura barbina!
Sempre continuando col fil rouge dell'attrazione e della passione vi narrerò di un incontro avvenuto in casa mia ,sempre da adolescente. A. era venuto appunto da me per una ripetizione di greco, in cui eccellevo. Mi piaceva , infatti ,dare aiuto ai miei amici, anche senza essere retribuita ,offrendo pure prelibati dolcetti ai miei "scolari" . Mi divertivo ma quel giorno il mio alunno mi fece delle avance molto pronunciate e tutto finì con una pioggia di caramelle sul pianerottolo di casa perché mi aveva fatto innervosire talmente che non lo volli più nella mia dimora.
Ma ora, vi parlerò di un avvenimento che accadde nel 27 luglio 1993. Il primo vero amore della mia vita fu certamente mio papà il quale mi accompagnava a mostre, concerti e varie pièce teatrali ,facendo "straripare "così il mio interesse per l'arte già molto pronunciato. Proprio quel giorno dovevamo andare ad un'esposizione al PAC in Via Palestro. Poi , improvvisamente cambiammo idea , perché non mi sentivo tanto bene .Fu un malore provvidenziale in quanto , seppimo poi dai telegiornali ,che si era verificata una strage , un attentato terroristico in cui almeno 12 persone rimasero ferite.
Ricordo con terrore e riconoscenza nei confronti di babbo la prima volta che tentai il suicidio. Da un mese circa mi ero ammalata e non uscivo più di casa dopo essere stata soggetto di ben 2 fenomeni di bullismo al Liceo .Stavo già penzolando dal 6° piano quando provvidenzialmente papà entrò in camera e riuscì a riportarmi ,con coraggio ed energia mai vista prima ,all'interno! Un' altra volta cercai la morte ma in questo caso lì mi fu d'aiuto il mio fondoschiena perché tentai di gettarmi per la tromba delle scale . Mi procurai parecchi lividi ma null'altro grazie ai miei, allora assai possenti, glutei perché rimasi incastrata.
Sempre per la mia obesità accorse un episodio che la mia dott. della mutua ricorderà sicuramente. Ero andata per una visita al cuore e la cara professionista mi fece accomodare supina sul lettino. Poi mi fece girare ma io persi l'equilibrio e capitombolai sfracellando e rendendo in frantumi dei mobili a ripiani di vetro. La cara specialista della salute mi chiese se mi ero fatta male e mi rassicurò che li avrebbe poi a breve ugualmente sostituiti. Ero illesa ma spaventatissima cosicché il mio cuore pulsava a mille e l'esame si protrasse un po' di più. Un altro episodio che mi causò vero e proprio panico fu la prima volta ed ultima che mi recai in una discoteca . Ad un certo punto della serata andai al bar del locale e lì mi ingiunsero di assumere una pasticca di color blu ed io subodorai subito che fosse uno stupefacente .Per cui tenni la "pillola" sotto la lingua , andai in bagno e la sputai subito. Poi scappai fuori dal dancing ed eludendo, non so come, i buttadentro scappai su di un tram e me ne tornai sana e salva a casa. Anche qui la sorte mi soccorse e come dice Baglioni in "Avrai " trovai ,come mi accade spesso, "un gancio in mezzo al cielo"! Un altro spavento che mi capitò fu a Vigo con i miei amici di CL in un "Triduo Natalizio." Con loro condivisi molte avventure strambe come stramba era la nostra abitudine di dire le Lodi ogni mattina nei sottoscala del Liceo. Ero appunto in una catapecchia tutta in legno dove ognuno riposava nel proprio sacco a pelo insieme ad altri seguaci di Don Giussani. La mattina mi recai al bagno per il consueto bidet. Appena sedutami su di esso mi accorsi che dal buco effluiva un odore sospetto. Poco dopo ecco fuoriuscire dal foro una pantegana enorme dal pelo marrone e due occhi rossi , prima sfavillanti poi guardinghi, che mi fissarono quasi a sfidarmi, e se ne andò da dove era venuta. Per un po' rinunziai alle mie abluzioni intime . Sempre con alcuni miei compagni ciellini mi recai in un ice bar molto chic dove consumammo da seduti delle coppe fantastiche e saporose . Poi porgemmo un'occhiata ai prezzi e ci spaventammo . Erano gelati troppo salati! Così finimmo la consumazione e ce la diedimo a gambe lasciando sotto il piattino della coppa solamente 20 Euro. Con gli amici del Lab. ,che giunsero dopo, vissi altre avventure . Due ad esempio di tutte.. Nel 2009 mi ero recata con Massimo , Alessandro e la dott. Forcella ( valente psichiatra) a Sharm el-Sheikh in novembre in aereo ( che adoro ) e ci eravamo apprestati ad un escursione sul Mar Rosso per visionare le creature che vi vivevano (snorkeling). Trovata una muta del mio calibro ,e stupendomi che e ne fossero anche di più grandi, ci preparammo ad un esperienza unica. Giunti ad un certo punto dove non si toccava più mi resi conto che il ragionier Formenti non sapeva nuotare. Egli ,tremante, atterrito e paralizzato dal terrore ,mi piazzò le unghie nel braccio chiedendomi aiuto. Cercai di tranquillizzarlo ma non mollava la presa. Dato l'inconveniente , fortunatamente avendo visto una tartaruga e qualche pesciolino variopinto, ci lasciarono su di uno scoglio e continuarono la gita senza di noi. Ci dissero che potevamo tornare a riva tramite un sentierino. Ma io, avendo timore di prendermi una storta alla caviglia, come mi accadeva molto di frequente , mi gettai a mare ed ,ignorando le grida del mio amico ,tornai miracolosamente a riva dove lo rincontrai. Ho ancora uno scatto di noi due seduti sotto un tendone beduino , che ci vede felici ed evidentemente sollevati . Il popolo nomade di quei deserti ,devo dire, si dimostrò molto accogliente ed ospitale . Il segno delle unghie di Max mi rimase per un mese circa a ricordo di quel bizzarro accadimento. Per fortuna , però, imparò a nuotare . Vi voglio ora raccontare un'altra vicenda che si verificò ancora in quel viaggio Egitto . Era già giunto l'imbrunire e il nostro manipolo di amici passeggiava piacevolmente per le vie della cittadina guardando le vetrine. Una delle numerose mi folgorò . Voi sapete quanto ami l'archeologia e la bottega incriminata era stracolma di ritrovamenti! Così entrai in compagnia della Dott. Forcella , che condivideva le nostre avventure. Subito l'esercente ci ingiunse di togliere le nostre calzature in quanto era usanza. Vidi poi nel negozio 2 personaggi accucciati a terra sopra 2 tappetini che farfugliavano qualcosa in una lingua a me sconosciuta. Il gestore ci spiegò che era l'ora della preghiera vespertina ma lui era di culto ortodosso quindi non partecipava alle orazioni . In effetti , nell'aria profumata che solo in quei luoghi si riesce a respirare , potevamo ascoltare il muezzin dall'alto del suo minareto cantare con voce stentorea la propria suggestiva prece. Chiesi allora al negoziante se potevo vedere un oggetto che mi aveva incuriosito . Era un calice in pietra serpentina inciso con diverse icone dell'immaginario egiziano antico tra cui anche uno scarabeo. Egli me lo porse ed io avevo già deciso di comprarlo quando il bell'uomo anche se mingherlino ma con 2 occhioni neri neri ,mi fece una richiesta che non sospettavo. Mi disse" Ho visto i piedi, ho visto le mani, ho visto capelli...400 cammelli ! " Al momento non mi resi conto e chiesi delucidazioni. Egli mi confermò la proposta di nozze ! Rimasi basita e , in un soffio , gli risposi che ci dovevo riflettere un po'. La dott. era un po' inquietata ma mi fece segno di continuare l'acquisto e poi, di andarcene a gambe levate ! Cominciò la contrattazione ed infine da 44 Euro me ne spillò solamente 22 .Naturalmente il giovane innamorato non ci vide mai più. Altro episodio meno sconvolgente accadde in S. Pietro in Roma . Gaia e entusiasmata per la visione delle beltà della Basilica , saltellavo su di uno sfiatatoio sul pavimento in bronzo intarsiato non rendendomi conto del pericolo. Così mi procurai una distorsione. Immediatamente giunse un addetto al pronto soccorso che , con una sedia e rotelle , mi portò in ospedale. Mi sottoposero quindi , zelanti e solerti, ad una meticolosa azione :addirittura una lastra che svelò nulla di preoccupante e mi applicarono solamente una fasciatura raccomandandomi riposo per una settimana. Che strano trovare persone così gentili e solleciti come accadde a me ! Me li ricorderò sempre con riconoscenza .
A questo punto mi rendo conto che tutti questi accadimenti sono permeati dallo stesso sentimento ossia l'Amore o l'amorevolezza . Perciò come pausa nella mia ( lo ammetto) logorroica narrazione, vi propongo una poesia che certo non si aspetta di definire o di descriverne con parole appropriate tutte le qualità o le caratteristiche essenziali in modo esaustivo ,in quanto è impossibile ,ma desidero almeno esprimere la consapevolezza dei miei sentimenti ,ebbene sì, per Lui:
AMORE ( 29 marzo 2021 di notte )
Come t’amo , cara Vita,
come il foglio la matita,
come la cuccia il cane
come la macedonia le banane
come il dito l’anello
come il giocatore il 7 bello
come il cioccolato la papilla
come il bavero la spilla
come la finestra il panorama
come il riposo il pigiama
come i capelli lo shampoo
come le messi il campo
come il tabagista il tabacco
come il gatto il sacco
come il computer la tastiera
come il tramonto la sera
come la madre la figlia
come le lacrime le ciglia
come il regista la cinepresa
come l’uovo la sorpresa
e …come per terminar al fin si usa
questa filastrocca con Amor trova la chiusa !
Sperando che i miei versi vi siano piaciuti affronterò ora una altro argomento , che ,molto spesso,( come avrete già notato) ritorna nelle mie avventure ossia la Buona Sorte . Durante la Quaresima trascorsa , con l'entusiasmo che mi contraddistingue, ho affrontato lo shopping per i regali di Pasqua . Avevo appena trovato ciò che mi interessava e mi recai al bancone a dell'Esselunga intenzionata a pagare . E lì , l'addetto alla riscossione dei danè , mi informò che ero stata fortunata perché avevo vinto un premio .Rimasi basita !Sin ad allora non avevo mai vinto nulla !Mi spiegò che mi sarebbe stata consegnata a domicilio entro 2 o 3 settimane una bellissima bicicletta! Io non so andare sulla bici ma avevo già un progetto . Infatti mio zio , qualche giorno addietro, era stato rapinato della sua e quindi era costretto ad usare quella della zia , vecchia e consunta rischiando anche di cadere. Decisi così all'istante di regalargliela !Me ne sarà per sempre grato !Ed io ne fui ben felice!
Durante la mia esistenza ho vissuto diverse esperienze ma una mi ritorna spesso in mente. Riguarda anche i miei amici del Lab. Stavo recandomi ad una festa organizzata da al mio amico Paolo: oltre che educatore, musicista e cantautore che inaugurava un suo nuovo CD. Ma salita sul "Sirietto" mi resi conto di star male : dolori atroci all'addome. Sperai allora di arrivare sana e salva in una toilette ma non vi riuscì ed accadde l'inconveniente. Arrivai alla festa , meno male, un ora prima. Paolo mi informò che lui ed i suoi collaboratori stavano ultimando le prove e l'allestimento e dovevo aspettare fuori ed io, terrorizzata, mi confidai. Con tenerezza mi rassicurò con queste parole :"Vai in bagno , io chiamo Donatella , stai tranquilla ,che risolviamo tutto!" Dony e Stefy furono immediatamente da me e mi procurarono dei pantaloni puliti e, grazie al cielo, ho sempre con me delle mutande di cambio !Trascorsi così serenamente la serata in compagnia dei miei amici che non immaginavano nemmeno cosa mi fosse accorso !Sono ancora super grata a chi, anche in quegli difficili istanti, mi ha supportato con amore e risolto un problema così delicato ! Ultimo episodio che mi è accaduto è quello che segue .Mi ero recata al Teatro Nazionale qui a Milano per assistere con la mia amica Simona ( tra l'altro mia prof. di tedesco al Liceo)ad un spettacolo teatrale di Giorgio Gaber. E voi sapete quanto lo ami tuttora. Terminate 3 ore circa tra canti e monologhi fantastici ,ci addentrammo nei camerini per chiedergli un autografo. Mio papà ,per l'occasione ,mi aveva prestato una penna in argento intarsiato fatta da nonno orafo Giuseppe che aveva lavorato, tramite Buccellati , nientepopodimeno per D'Annunzio il quale letterato gli fu molto riconoscente tanto da soprannominarlo "mastro coppella ".( come del resto già sapete ) Riuscii finalmente a carpire il, a dir poco, virtuoso cantante-attore e a dargli un foglietto . Egli mi scarabocchiò qualcosa e se ne andò tra la folla. Ma si dimenticò di ridarmi l'opera di nonnino, ed io cercai di riavvicinarlo ma non vi riuscii. Tornai a casa con le pive nel sacco anche se soddisfatta per l' indimenticabile serata , che poi si rivelò una delle ultime dell'artista a tutto tondo. Quando raccontai l'avvenuto a papà con molto rammarico ,egli mi stupì con la dolcezza e la soavità che lo caratterizzava , dicendomi " Spero almeno ne faccia buon uso !"
Cari amici , ora ho terminato il mio post ,anche se non ho esaurito tutte le mie numerosissime peripezie e vicissitudini il cui ricordo mi suscita gran felicità. Vi lascio con un link che mi ha meravigliato e piacevolmente colpito. Dura 1 minuto o poco più ma si tratta di un pensiero veramente lirico e quasi spiazzante di un altro artista che tutti ci invidiano: Roberto Benigni. Ho trovato una sua stravagante e formidabile riflessione su questa , di per sé , straordinaria emozione :appunto la felicità , che , sono sicura, apprezzerete . Per di più è "corredata " dalle magiche immagini delle mie predilette, amatissime Dolomiti! Sperando di non cadere nella banalità ,vi ringrazio della gentile lettura e attenzione augurando profondamente a tutti voi che le Feste , le quali, anche se si stanno per concludere , vi sappiano ancora donare tanto Amore , tanta Fortuna e soprattutto tanta Felicità !
Alla prossima ...Vale

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