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| nel sonno |
Bentrovati !
Cari, personalmente ritengo il sogno l'oggetto astratto che più apprezzo dopo l' amore con l'A maiuscola e l'arte. Tutte le creature beneficiano del suo piacevolissimo apporto: l'homo sapiens in particolare ,tanto che la Costituzione Italiana proprio al riposo ha dedicato un articolo :il 36° che recita precisamente :
"Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un' esistenza libera e dignitosa . la durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale ed a ferie annali retribuite , e non può rinunziarvi ."
I miei sogni sono spesso ripetitivi ma qui bisogna distinguere tra sogni veri e propri che si presentano nel sonno e quelli che io chiamo "tasselli neri". Quest'ultimi sono una specie di déjà-vu : dei ricordi che prima di dormire mi sovvengono e non so se si sono verificati nella realtà o siano il frutto del mio inconscio . Li ho soprannominati "neri " perché spesso sono molto inquietanti e quando mi si presentano spero fortemente che non siano stati da me vissuti. Il primo tra questi in ordine cronologico che spesso mi " viene a visitare " riguarda un ricordo (addirittura) intra uterino. Momento infatti che la mia madre naturale prima di abbandonarmi e durante la gestazione mi propinava forti pugni ed io all'interno non vedevo l'ora di uscire! Il secondo è invece un ricordo che mi ritorna di frequente in sonno e che mi è invece molto caro. Riguarda la mia primissima infanzia, mentre ancor giacevo nel mio lettino bianco in camera mia. Tra le sbarrette della mia culla ricordo le zampine di Susi , una cagnolina ( barboncina nera nana) molto affettuosa che, avvertendo molto il sentimento materno, , uggiolando dal desiderio, tentava in qualche modo raggiungermi. Fu la mia prima vera amica. Se ne andò però molto presto per colpa di un "malnato" a dir poco che cosparse il cortile con del veleno contro i topi. Essa infatti si avvelenò e nel giro di un mesetto con grandi sofferenze , purtroppo ci lasciò. Le visioni oniriche sono comuni a tutti gli uomini ma forse anche agli animali . Durante alcune nottate ,se non riesco a dormire, scrivo, ed una notte ( preciso, la notte della scorsa Epifania) ho messo per iscritto una poesia he tratta le mie immagini notturne tramite numerose " immagini retoriche ": metafore e similitudini come da tempo non facevo. Ve l'offro sperando che la gradiate.
IMMAGINI NOTTURNE (notte del 6 gennaio 2024 Epifania)
Criptiche o palesi…
Il sonno è quasi un ascesi
verso immagini
che neppur immagini.
A volte son estrose veramente
e, alla mia mente
al crepuscolo si affacciano .
Come semenze sbocciano
in virgulti mai avari
infatti i loro frutti dolci o amari
all’assaggio san mostrarsi
ed agir come catarsi.
Cose assai bizzarre vissute
e nel ricordo ,però, mute,
durante il sonno son presenti :
la notte, si rivelano vincenti.
Ecco, i sogni affiorano dal buio
fendenti come l’acciaio
oppure zuccherini
come quelli dei bambini.
Mi auguro di goderne,
tanto che non supponi :
non a vagoni
ma ad autocisterne
e senza confine
fino alla fine !
Perché danno davvero piacere
e del sopore sono il sale.
Stanno come alla sosta sta’ un belvedere
che dia sull’onde di un infinito mare!
Molti, come me ,hanno amato o amano i sogni ,ed i poeti e gli scrittori particolarmente . Ho trovato una raccolta di aforismi , rime, pensieri , oltre ad opere pittoriche famose o meno che riguardano questo argomento. Ve lo regalo tramite questo link certa che in tale caso l'apprezziate sicuramente.
Vi sono altri molteplici sogni che arricchiscono in mio sonno. Molti riguardano papà .Quello più frequente è un' escursione che in verità non ho mai compiuto ma la sogno ugualmente . Eravamo in macchina in una strada dissestata a sera inoltrata in montagna e nella semioscurità vedevamo uscire dalla selva lì accanto una volpe che ci fissava e scappava via veloce ancora tra le fronde. Il seguente riguarda una biblioteca che non ho mai visto durante la mia vita. In quel caso io e papà ci tenevamo per mano e guardavamo uno scaffale immenso a forma di enorme cilindro ma non accade nulla di saliente tranne avvertire il piacere di essere vicino a lui e godere della vista di cotanti volumi. Altro sogno ricorrente ... Ci trovavamo ,sempre io ed il babbo, in un Hotel molto elegante con arredamento d'epoca vittoriana e sentivo la presenza di mamma Silvana . Il prestigioso albergo ( mai esistito) era dotato di ascensori in quantità e noi 2 ne facevamo un uso spasmodico . Nella camera in cui soggiornavamo invece di letti o normali mobili, si trovava un' esposizione con varie istallazioni luminose che ,portandoci per un percorso obbligato ,ci conduceva ad un' altana sulla fontana di Trevi . In quel momento sentivo anche la presenza di Paoletta, di cui vi ho già parlato , che mi informava che sua mamma stava benino. E lì ineluttabilmente mi scappa la pipì e così finisce il sogno. Il prossimo ricordo/sogno mi vede sempre con papà Eugenio , appena usciti dalla Triennale , salendo in macchina e ,prendendo posto sul sedile ,i pantaloni jeans mi scoppiavano letteralmente e mi mettevo a ghignare di gusto ma papà mi diceva :" Non c'è nulla da ridere!" Ed era vero in quanto nel periodo in cui questa cosa accadde ero super obesa ( 123 Kg !) e faticavo a trovar indumenti a me idonei con grande preoccupazione soprattutto di mamma Silvana . Un incubo ricorrente che vedo in sogno è il primo ed ultimo appuntamento con una psichiatra che si svolse come segue. Ella mi faceva accomodare in una stanza semibuia . Sul tavolo di fronte faceva ben mostra di sé un ritrovamento etrusco che riconobbi come un' urna cineraria. Subito, quasi senza nemmeno salutare la professionista della mente, cominciavo a raccontarle della mia vita e non riuscivo più a smettere tale era il flusso dei miei ricordi. La donna mi lasciava sfogare ma al termine mi informava con tenerezza che nel suo studio c'era anche uno spazio per i giochi e mi apriva una porta che dava su una specie di palestra con vari ludi per bambini come pupazzi gonfiabili , cavalli a dondolo ecc.. Io mi indignavo e le chiedevo la data della prossima seduta ma lei mi bisbigliava qualcosa e, sempre pacatamente , mi accompagnava all'uscita. Quando mi recai dallo psichiatra che già frequentavo e che me l'aveva segnalata ,come prova in quanto da lì a poco sarebbe andato in pensione ,appena mi vide si mise a ridere dicendo :"Ma che cos'hai fatto R. ? Era in lacrime quando l'ho sentita l'ultima volta! L'hai spaventata a morte !"Mi dispiacqui tanto che tuttora sogno questo incontro che fu appunto l'unico con lei. Altro colloquio , questa volta con uno psicanalista, che, credo proprio non avvenne, fu con O. in un loco chic e signorile con mobili assai moderni e di design . Appena entrai mi resi conto di stare male perché , varcata la soglia e presentatami, cominciavo a scivolare sul pavimento . Per un miracolo riuscivo a sedermi in poltrona che il dottore mi indicava con garbatezza ma ovunque mettessi piede non riuscivo a stare sulle mie gambe e scivolavo, scivolavo senza requie. Questa esperienza, che per fortuna non si ripeté perché mi spaventò davvero, ma , una volta uscita dalla stanzetta tutto si risolse con mio grande sollievo . Tornai un paio di volte da questo specialista il quale però non accennò per nulla di citare questa strana affezione , perciò suppongo non si sia mai verificata. Come capirete ho una immaginazione molto viva . E' un inconveniente ma anche un pregio perché tale peculiarità mi permette di sfruttarla per scrivere molto fecondamente e ciò mi soddisfa assai! Non è terminata qui la carrellata di visioni oniriche e, vi assicuro, non ho intenzione di menzionarle tutte...mi ci vorrebbe una biblioteca ma concreta e non in sogno questa volta anche se in una realtà virtuale come la "rete ".Eccone perciò alcune altre . La prima che sottopongo alla vostra attenzione è in verità un "tassello "e riguarda mia mamma . Dopo che avevo chiamato il 112 per farla ricoverare d'urgenza , avvertivo con mio terrore un urlo spaventoso . Era la voce di Mutti che mi chiamava per nome ! Andai alla finestra e la vidi mentre la facevano salire, tutta imbragata , sull'ambulanza e serenamente mi salutava l'ultima volta con la mano. Era" la voce della discendenza " proveniente profondamente della mia psiche perché in seguito mi mise al corrente che questo grido di disperazione non uscì mai dalle sue labbra. Ora vi parlerò di una esperienza che mi sovviene spesso come incubo. Si tratta dell'ultima volta che vidi mia nonna . Ero a casa sua e per salutarla e scherzare col lei le misi in bocca una pera e me ne andai . La porta si chiudeva ma, non essendo riuscita a salutarla come si deve, bussavo alla sua porta , lei non rispondeva . Pensavo subito male , ossia che fosse soffocata dal frutto nella sua cavità orale. Disperata bussavo a tutti i suoi vicini ma nessuno mi ascoltava. Il mio sgomento continuava a vessarmi anche dopo essere uscita dal condominio per cui vi ci ritornavo subito dopo ,non rassegnata dal silenzio angoscioso di nonna Rosa. Vidi ( e qui è evidente che tutto ciò non accadde )dei nastri bianchi e rossi segnaletici che cingevano gli usci degli appartamenti come se fossero stati sigillati per avvertimento di pericolo, da chi non sapevo. Distrutta dall'immenso disorientamento e confusione me ne tornai a casa . La prima cosa che feci fu di chiedere a mamma di dare uno squillo alla mia cara ava ma lei non avvertendone la necessità non lo fece. Io insistetti ma qui non ricordo se ci fu una telefonata o meno. Il mio rapporto con la morte fu anche, in qualche modo ,ilare . Era un periodo in cui mi recavo nella villetta in provincia di Milano vicino ad Abbiategrasso , da un educatrice che mi dava vari insegnamenti della vita quotidiana come cucinare , gestire un orto o lavare un cane ,occuparsi della salute di un canarino , accendere il camino a legna tradizionale , preoccuparsi di un pollaio . Quest'ultima azione mi piaceva particolarmente in quanto presi parte alla schiusa di alcune uova. In quel caso compresi l'insegnamento del naturalista Konrad Lorenz e il suo imprinting il quale ci insegna che il primo a presenziare alla nascita di un pulcino ,sarà poi riconosciuto come genitore a tutti gli effetti !Ed a me capitò proprio lo stesso : è un esperienza fantastica che sperimentai con un piccolo di gallina padovana chiamato da me "Ciuffo" ! Però fatalmente dovetti anche imparare ad uccidere una gallina. Questa ardua prova ricorre ,ancor oggi, nel mio sonno. Tentai in varie maniere ... Le tirai il collo fino all'impossibile ma lasciatolo , si ridimensionava. Addirittura, la misi in un cassetto con il collo fuori e lo richiusi con forza ma lei sembrava immortale così io ,abbattuta, chiesi assistenza a G. e ,la mia insegnante ,che con un coltellone ben assestato nel cuore del povero animale mi risolse il problema. Finalmente sollevata imparai anche a cucinarla. Capirete che mentre la mangiavo mi sentivo veramente in colpa! La vicenda lasciò in me un impronta particolare: tra il buffo ed il colpevole ! Un altro ricordo che poi si ripercuote nella mia vita onirica si verificò veramente durante la mia adolescenza. Mi trovavo con i miei genitori all'Isola d'Elba . In quel tempo ero assai sovrappeso e me ne rendevo conto perché le mie poderose cosce di strofinavano dandomi, anche per il caldo, molto fastidio. Il sogno/episodio inizia sulla spiaggia di Marina di Campo mentre consumavo l'ennesimo gelato. Giunta quasi al molo vidi dei ragazzi tedeschi , sorrisi loro ed ascoltai con curiosità cosa dicevano. Un bel biondino disse esattamente ( e non lo dimenticherò mai !) "Ich habe noch nie ein Mädchen gesehen, das so dick ist!" Cioè "Non ho mai visto una ragazza così grassa !"In quel momento maledii la mia conoscenza della lingua teutonica e, grandemente irata, gettai sulla battigia il gelato proprio nel momento in cui passò accanto a me il bagnino . Egli si lamentò con me della poca igiene e mia maleducazione . Così, irruppi in pianto dirotto spiegandogli, fra le lacrime, il mio disagio. Egli , senza porre tempo in mezzo, si rivolse in inglese ai ragazzi di prima . Non capii cosa stavano confabulando ma poi il bagnino mi disse di ascoltare cosa avevano da dirmi. Così ricevetti un sincero" Wir entschuldigen uns sehr!"ossia " Immense scuse !" e mi pagarono anche un nuovo gelato. Tutte le volte che passavo dal loro ombrellone d'allora , ci salutavamo in tedesco od in italiano con molta simpatia. Un altra reminiscenza si verificò durante un weekend sul Lago d'Orta. Ero stata invitata da una mia compagna di classe al Liceo che compiva 18 anni , così, per 2 giorni vissi nella bella villetta a 2 piani con tanti ma tanti altri ospiti ,tra parenti ed amici di Patrizia. In quella occasione feci davvero una bellissima figura. In quanto mi misi al pianoforte , bianco e molto raffinato ,che si trovava al primo piano e cominciai ad esibirmi in un mio pezzo anche cantato ,che avevo composto da poco ,con enorme successo ! Poi presi in mano una chitarra e anche lì diedi il meglio di me tanto che lo ricordo ancora nei più ameni sogni. Mi ritenni soddisfatta anche perché già a scuola ( alle medie ) avevo sperimentato la mia capacità di saper suonare quasi tutti gli strumenti . Ecco a voi un episodio tra tassello nero o rosa, non saprei. Una volta ,infatti, conobbi un ragazzo che suonava il violino e per questo era il pupillo della mia insegnante di educazione musicale. Un giorno provai a solleticare per scherzo le corde del suo pregiato oggetto e ne scaturì una vera e propria esemplare esibizione ! Di tutta risposta il mio compagno me lo fracassò in testa ! Sarà stato vero ? Memento che poi mi regalò un" Puffo musicista "di plastica che durante una mia crisi clastica gettai via. Così purtroppo non saprò e mai troverò conferma se l'avvenimento si verificò veramente ! Ultimo sogno che ricordo e che riguarda ancora il mondo musicale: è un flash che vede lo splendido virtuoso della danza Roberto Bolle che suona l'arpa in perizoma. Tutte le volte che" ritorna a trovarmi " ( spesso) mi dà così allegria che scoppio in sonore e ritempranti risate !
Fortuitamente ,mentre stavo cercando un apporto musicale a questo post, scovai una magnifica canzone . Paolo , che come me, soffre d'insonnia specialmente in vista di eventi importanti, mi ha reso edotta del fatto che si tratta di un brano che fà parte della colonna sonora di un film uscito nel 2023 si chiama "Wish" ed è stato ideato da chi scrisse anche" Frozen". Il caro amico condivide con me ,e direi con altri milioni e milioni di persone , oltre ai gatti ,la passione per i geni della Disney sia per l'estetica ,sempre favolosa , sia , soprattutto per i profondi messaggi di cui ci sanno elargire immancabilmente . Egli mi illustrò la trama dell'opera cinematografica che tratta proprio il rapporto dell'essere umano ed il creato con i sogni ed i desideri . Eccovela, qualora vorreste visionarlo:
"Wish, il film diretto da Chris Buck e Fawn Veerasunthorn, racconta come è nata la stella dei desideri. Il film è ambientato a Rosas, la landa dei desideri governata da Re Magnifico, là dove i sogni possono avverarsi grazie proprio al suo sovrano. Racconta la storia di Asha, una ragazza di 17 anni molto intelligente e ottimista, che ha tanto a cuore la sua comunità.
Una sera in preda alla disperazione, la giovane fa un'appassionata richiesta alle stelle in cielo e il suo desiderio viene esaudito da una forza cosmica, Star, una piccola palla dall'energia sconfinata. Insieme a Star, Asha si batterà contro terribili nemici per mettere in salvo la sua comunità dal loro re divenuto un tiranno, dimostrando che la forte volontà di un essere umano coraggioso unita alla magia delle stelle può far succedere cose davvero meravigliose."
Ora vi lascio all'ascolto del pezzo musicale eseguito da una fatata voce che appartiene a Gaia , qualora lo desiderate ( appunto) tramite questo link.
Vi saluto infine sperando di non avervi annoiato , anzi mi auguro di esser riuscita anche ad interessarvi e regalarvi un pochino di buonumore con questo scritto che , come spesso mi accade, mi sono veramente dilettata a realizzare!
Alla prossima...Vale

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