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| La rana Pumilia |
Bentrovati!
Per l'appuntamento di questo mese , ho scovato nel mio "archivio "una novella di anni, anni fa (2004)!Mi sembra però ancor attuale. Ognuno del gruppo "scrittura creativa "del Laboratorio aveva realizzato il suo contributo e, dopo lunga applicazione li avevamo ben acconciati in un fascicolo perfino illustrato con disegni nostri e foto ritagliate da riviste .Ringrazio Alice e Serena che ci hanno assistito nella formulazione di questo simpatico e delizioso libretto !
Vi propongo il mio scritto per iniziare la "stagione ":il 21 arriva l'autunno. Spero che la mia fantasia visionaria e bizzarra vi sia gradita anche se il lavoro è molto, ma molto esteso!
LA STORIA DI PUMILIA OVVERO QUELLE CHE FAN “CRA CRA”
Pumilia Dendrobata era una ranocchia dagli occhi neri e le estremità azzurre e blu . Il suo soprannome era “veleno a fior di pelle “perché era velenosa più che mai e lei ne soffriva in quanto era molto sensibile .Le piaceva tacere piuttosto che gracidare come il suo amico “Pallone gonfiato” ,che stava sempre tra le canne a sparlare di tutti e di tutte con la sua gola rigonfia . Pumilia viveva infatti insieme a tanti amici nella antica palude in mezzo al bosco. Oltre a “Pallone gonfiato” aveva come compagni di vita altri ranocchi di varie razze come “Foglia” che per mimetizzarsi si trasformava appunto in foglie secche così nessun nemico la poteva riconoscere dal sottobosco. In ultimo ”Occhi rossi “ che era rossa e verde: cosa molto stana ,aveva le sclere rosse! A tutte le rane descritte piaceva stare sulle canne , solo Foglia e Pumilia preferivano stare nell’acqua , un po’ nascoste tra il fogliame marcescente ma tiepido d’autunno. A Pumilia piaceva anche e soprattutto andare ai concerti di “Cra Cra” che Pallone gonfiato teneva spesso dilatando le gote a dismisura , tutto elegante nel suo vestito a righe bianche nere e gialle un po’ alla Arbore . Pallone gonfiato infatti era un ottimo jazzista anche se la nostra Pumilia gli preferiva Sergio Cammariere perché più sentimentale e quando cadeva nel sentimentale le si scioglieva il cuore e l’anima era nelle stelle tra la Luna e lo Zenit! Da lì vedeva la Terra con tutte le sue nubi e perturbazioni che sono sempre gradite alle ranocchie perché portano acquazzoni. "Che bello il Mondo !" , ma finito il brano , rieccola lì nel suo stagno bagnato…” Non importa !!! Ci sarà un’altra canzone! “ pensava Pumilia. Essa viveva ,come dicevo, in un incantevole bosco ,ancora incontaminato anche se la musica penetrava al suo interno grazie agli uccellini che la importavano con i loro gorgheggi (erano i CD della palude) Il bosco era piccolo ma accogliente, e infatti poco lontano c’era un borgo abitato con un agriturismo dove si recava la crème dei nobili italiani. Siamo nella Savoia in Francia abbastanza vicino al Monte Bianco : un paesaggio magnifico! Fra le canne e sulle ninfee del suo laghetto, seminascosta tra le foglie , Pumilia spiava, come ogni sabato mattina ,appunto i vip , ma non per una curiosità morbosa o per sentirsi importante … bensì perché aveva un progetto ben preciso : voleva diventare RANA- PRINCIPESSA! Per farlo doveva incontrare un Principe e, come in tutte le favole , per trasformarlo in rana -di sangue blu- riuscire a baciarlo! Sapeva che era un sogno ma a lei piaceva sognare …e intanto sperava (ogni sabato mattina come già detto) che un principe scendesse nell’acqua a giocare con i suoi amici o andasse ( ohimè )a caccia di ranocchie da cucinare con il risotto ,non pensando a cosa gli sarebbe capitato. Insieme a lei, lì nel pantano c’era Foglia “la rana mimetica “, che la canzonava bonariamente per la sua mania di nobiltà e si nascondeva ben bene tra il putridume tremando di paura perché poteva arrivare qualcuno a sorprenderle nella loro attività poco lecita. Inaspettatamente , quando nessuna delle due amiche pensava più arrivasse qualcuno , ecco giungere un bel ragazzo biondo e dagli occhi azzurri con in mano un retino .(aveva scritto in fronte di esser un principe!) Subito Pumilia scattò facendo un balzo e lo baciò sulla guancia! Il principino diventò all’istante una rana albina. La nostra coloratissima Pumilia lo trovò troppo brutto ed insignificante. Perciò lo ribaciò ed il principe che non pensava neppure fosse accorso nulla (supponeva che gli fosse venuto un semplice capogiro ) ,tanto tutto si era svolto velocemente , la prese con sé nel retino. Le amiche rane intanto erano disperate in quanto pensavano che Pumilia stesse andando alla morte :quel” biancacccio” l’avrebbe sicuramente accompagnata , ben cotta, ad un risotto ben mantecato ( squisitezza del luogo e non )! Pumilia invece era coraggiosa , sebbene pessimista perché era sicura che sarebbe finita mangiata ma avrebbe causato un brutto scherzo a chi l’avesse ingerita perché era velenosa (come ben sappiamo…)Eccola arrivare al castello : le sembrava di essere protagonista di una fiaba! Era tutto molto affascinante , ogni cosa era creata in stile barocco. Splendidi i soffitti a cassettoni , le camere erano affrescate a trompe- l’oeil e nelle stanze c’erano letti a baldacchino riscaldate da camini enormi in pietra decorati in malachite. Dove la portava? Dietro una porta nascosta da un bellissimo paesaggio che raffigurava un laghetto fra gli alberi ( che coincidenza !) si trovava un piccolo laboratorio che differiva molto dall’abitazione assai lussuosa e sontuosa in quanto era ammobiliato modernamente . In bella vista ecco un grande terrario arredato con piante e sassi ed un angolo con l’acqua. Guardando bene si vedevano alcuni piccoli anfibi. Rane ! Sue sorelle sane e vive! Il principe la mise all’interno ad un contenitore di plastica trasparente che mise a sua volta dentro al terrario. Fece tutto ciò per ambientare la rana novella al nuovo luogo. (l’avrebbe poi trasferita all’interno ) Le ranocchie si appressarono al recipiente e cominciarono a parlarle “Chi sei tu ?” le dissero “Un arlecchino? Non è ancora Carnevale!” Ed ancora “Devi essere velenosa più di un cobra dagli occhiali…!” E via così con offese più o meno pesanti. Pumilia scoprì che le sue amiche -nemiche erano nobili perché erano state allevate fin dalle uova e dai girini dal principe che aveva questa passione naturalistica. Pumi , invece, essendo “plebea “, non si trovava bene con la compagnia e sentiva nostalgia del suo pantano. Sperava che accadesse qualcosa che spezzasse la monotonia di luce-cibo-luce-buio e si trovava scomoda in quello stagno in miniatura. Invece di trovare amicizie purtroppo ricavò solo sberleffi .ed ingiurie : che rane antipatiche ! Si sentiva proprio male! Ritornò con la mente all’antica vita nella palude con i suoi amici. Ricordò con affetto le “stecche “vocali di Pallone gonfiato, che desiderava udire come non mai ,anche se solitamente le trovava pestifere all’udito. Poi pensò a Foglia ,che approfittando della sua mimesi ,la spaventava sempre per scherzare saltandole addosso da dietro e gridando “Cu Cu !” quando meno se l’aspettava. Infine pensò ad Occhi rossi, la quale faceva spesso una cosa che ricordava ora con piacere e che, invece, in passato quando accadeva la considerava degna di ribrezzo. Si leccava gli occhi con la lingua : prima il destro poi il sinistro . Che abitudine davvero infelice ! Ma lo faceva solo per vederci meglio !Mentre era nei suoi pensieri ecco avvicinarsi piano, piano un gattone obeso. Era Abate , un certosino grigio scuro con riflessi blu. Come un vero abate certosino , amava i libri e stava sempre nella biblioteca che si trovava vicino al piccolo laboratorio in cui si trovava Pumilia. Era grosso , grasso ma maestoso , bello e morbido. L’unico suo difetto era che non aveva senso delle dimensioni , perciò faceva cadere gli oggetti o rimaneva incastrato nei mobili. Questa volta la sua presenza fu però utile anche se distruttiva. Sconquassò il terrario con tutto l’arredamento e le rane saltarono fuori, libere ! Pumilia scappò dal condotto dell’areazione del castello stringendosi un po’! Dopo diverso tempo dentro i tubi vide finalmente un chiarore e vi andò incontro . Arrivata saltò giù e ..splash !!! Si trovò nell’acqua del fossato. Finalmente nel suo habitat. Ma i pericoli non erano ancora terminati . Ecco giungere una carpa koi enorme. Questa l’acchiappò in un sol boccone , ma P. ricordò di essere velenosissima così estroflesse dal proprio corpo tutto il veleno liquido che aveva a disposizione . La nostra rana era furba ma la carpa ancor di più perché si accorse di tutta quella sostanza tossica in bocca e la risputò in acqua. Ora Pumilia era salva. Zampettò fuori dal fossato e saltellò verso casa sua . Il viaggio era lungo e strada facendo pensò agli animali che aveva conosciuto . Alle rane insopportabili che avevano condiviso con lei la triste galera anche se altolocata e fiera.. Al gatto grassoccio ma portafortuna che se non fosse stato sovrappeso non avrebbe liberato Pumilia …lo ringraziò mentalmente. Ed infine alla carpa koi che aveva capito con chi aveva a che fare.! Intanto arrivò al pantano e tutti i ranocchi la sentirono arrivare . Sgusciando fuori dalle canne ,increduli la riconobbero. Occhi rossi ancora una volta si leccò gli occhi perché pensò di non vederci bene ; non poteva essere la “povera Pumilia “…Invece sì ! Pallone gonfiato le dedicò subito l” Inno alla gioia “di Beethoven in tedesco ( si volle rovinare !) e si commossero tutti un bel po’. Per la prima volta infatti il ranocchio canterino non aveva steccato neppure una volta: era un’occasione memorabile! Tutti gli uccelli cantarono per tutta la notte ed il giorno successivo organizzarono una festa pic-nic sulle foglie mangiando larve di zanzara e libellule : che scorpacciata, ragazzi! Dopo questa avventura che Pumilia raccontò agli amici ,cominciarono ad apprezzarla di più , soprattutto per il suo coraggio ed il tran tran riprese con più gioia e voglia di vivere. La nostra rana imparò a godere meglio di quello che aveva e voler bene ed apprezzare maggiormente i propri amici e compagni di vita .
fine
Con questo modesto racconto dedicato ai più piccoli avrei voluto esprimere soprattutto l'importanza dell'amicizia e/ma in primis l'indispensabile sentimento che è la speranza . Vi consiglio infine una canzone "rassegnata "ma ironica ed a tratti poetica sulla vita delle rane cantata nientepopodimeno che da Kermit dei Muppet: semplicemente fantastico !Se volete ecco a voi " Its not easy being green"! Questo è il link attraverso il quale accedervi .
Ed ora vi coccolo con la sua traduzione in italiano!
Buon "inizio "a tutti voi e lasciatevi cullare dall'immaginazione che spesso riesce a risollevarci se non addirittura a salvarci!
Grazie della gentile lettura ed ascolto con un abbraccio poderoso ed alquanto ottimista!
Alla prossima...Vale

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