I miei rimpianti

 


lacrime fittili 


Bentrovati!

Miei cari, questo post è stato  ispirato da un "antico " libro che mi capitò per le mani e che apprezzai molto con  testi di S.B., ricercatore esimio  del quale mi ero "invaghita " all 'età di 8 anni. La mia passione per l' archeologia e museologia nacque proprio in quel periodo  Avevo scritto a mano al prof . suddetto chiedendo suggerimenti sugli studi da seguire  per diventare appunto , ricercatore. Egli , con mia gran sorpresa, mi rispose da Ferrara  complimentandosi per la precoce e corretta scrittura e consigliandomi di praticare con assiduità l'attività del  Liceo classico e di acquistare  i suoi libri. Cosa che effettuai senza farmelo  dire 2 volte! Malauguratamente  non ho potuto terminare gli studi ed i miei progetti fallirono  miseramente.           Ho scannerizzato ( male )dal tomo già accennato  un' illustrazione per corredare questo post  chiamandolo "lacrime fittili" per evidenti ragioni .  Si tratta infatti di un ex voto del III/II secolo a C. trovato in un sito in Sardegna del sud  In altre occasioni questa stessa immagine mi suggerì  uno scritto  che vi ripropongo:


LACRIME  IN TERRACOTTA    ( 7 aprile 2013)      


Nell’attuale sito di Chia ,

dell’antica Bithia punica,

in ex-voto fittili:

trovo antichissime suppliche,

implorazioni obliate

in fondo allo stagno giacenti.

 

Ecco con caratteri somatici diversi

le figurine al tornio

di chi ricevette ascolto.


Le braccia, libere

sul corpo si muovono 

ad indicare  con precisione,

evidente  e puntuale,

la spalla, l’inguine,

gli occhi o il capo…


Esseri umani distrutti da gravi disagi

plasmarono statuette d’argilla

grazie alla nostra rubiconda e grassa terra italica,

e cucinarono due volte 

creando dolci e friabili e rosati

“biscotti non edibili”:

icone di superate sofferenze,

vivi ricordi che fortunatamente

si dimenticano,

ma la riconoscenza che nel tempo resta

non si scorda …quella resta dentro!


Serbo per voi altri rimpianti di cui 2 connessi , chissà come mai ,al mondo della musica . Sempre verso gli 8 anni incominciai a dedicarmi alla tecnica pianistica , spronata dalla carissima mamma Silvana la quale si rivelò tradizionalista all' ennesima  potenza. Oltre a suonare sublimemente ,ella adorava Arturo Benedetti Michelangeli , del quale declamava le virtù e raccontava aneddoti che lo vedevano sempre abbigliato in dolcevita nera ed  affezionatissimo al suo pianoforte tanto che quando si doveva trasferire lo portava sempre con sè , davvero ovunque . Capitò anche che qualche  concerto venisse annullato a causa della troppa umidità che avrebbe , secondo lui, compromesso il benessere  del suo strumento e quindi l'esatta performance . Il secondo anno dei miei promettenti corsi di musica  fu per me tragico. Durante l'esame pratico seppi da "voci di corridoio "che tra gli esaminatori presenziava un discendente di Béla Bartók. Io, non so perché , mi esibii interpretando a modo mio un preludio di Bach : forse in quanto  il gran compositore amava i tempi veloci e le esecuzioni energiche?! I maestri ascoltavano con interesse e l'artista incriminato, al termine dell'esecuzione  mi chiese :"Variazioni di Goldberg? "No!" risposi io con abissale ignoranza: "Variazioni di Valentina Lombardi!" Mi domandò di ripetere il pezzo ed io lo feci con gran precisione. Mi ripropose il quesito ed io rinnovai la risposta. Dopo un sospiro profondo mi disse sommesso: "Cara, ti devo dare "inclassificabile "perché non hai seguito lo spartito desiderato ma..." E mi diede una busta con all'interno un foglietto sul quale  aveva vergato qualche parola."  Visto che improvvisi molto bene diventerai sicuramente  un'ottima  jazzista! Per iniziare adesso ti regalo un'occasione unica ,la possibilità di esibirti in un piano-bar !Questa è la lettera con cui ti raccomando. Dalla alla tua mamma!" Ella , convenzionale com'era, appena mi vide uscire dalla stanza delle audizioni ,mi propinò un gran manrovescio dicendo: "Ho ascoltato tutto: hai suonato malissimo!" Scoppiai in un pianto dirotto e ,un po' per dispetto, un po' per vergogna, stracciai la lettera e smisi di frequentare regolarmente quella autorevole scuola  . Seguitai , però a studiare lo strumento sola o con i miei conoscenti che mi soprannominarono "Carotide" perché, dall'emozione, prima di esibirmi , la vena del collo mi si gonfiava e pulsava pericolosamente.  Nell'approssimarsi dei  20 anni il mio "Klaiss Pianos "del 1816 mi lasciò e dovetti lasciar anch 'io l'universo dello spettacolo  perché la mia salute ,che già da molto tempo  era minata ,in quella fase  peggiorò alquanto . I miei amici organizzarono una serata d'addio  per me al Conservatorio . Finalmente libera, mi surclassai in vari brani tutti miei. Accumulai 3 bis ed una Standing Ovation sotto gli occhi sbarrati ed inorriditi di mia mamma che all'uscita esclamò solo sottovoce  e concisamente "Sei folle!" Non riusciva proprio a concepire le nuove tendenze nemmeno di fronte all'evidenza ed alla realtà dei fatti! Dovettero ricoverarmi ed all'Ospedale dove ascoltavo Radio Italia che reclamizzava un concorso per un ingaggio musicale ed io chiesi  a papà ( mio complice)di mandare alla radio 2 o3 cassette che avevo registrato . Presto ricevetti una lettera che il babbo mi consegnò . Ovviamente era l'appuntamento per un prestigioso provino. Non potendo muovermi dal letto: stavo proprio male. .mi rassegnai ed anche in quella circostanza ineluttabilmente eliminai la busta!

La prossima ed ultima poesia è per me la più dolorosa in quanto tratta la sfera affettiva. La persona alla quale è dedicata non meriterebbe nemmeno di venire menzionata .Lo scritto  riguarda il mio primo ed ultimo amore che mi lasciò sul più bello visto che avevamo programmato di formare una famiglia tutta nostra ! Lo incontrai al Liceo ed all'inizio ci vedevamo solo alle feste dei nostri compagni di classe.  Ma chi cambiò le carte in tavola e si dimostrò ancor peggio di lui ,fu una sua amica remota ( si conoscevano sin dall'asilo), gli sparlò di me ed egli, sciaguratamente le credette. Mi abbandonò riducendo in infiniti frammenti il mio già sofferente e provato cuore. ( proprio a quell' epoca  il mio caro papà contrasse una grave ischemia coronarica !)     Realizzai questa poesia  prima ancora che ci frequentassimo seriamente ( almeno da parte mia )e l'ho ritrovata per caso , riguardando i miei "vecchi" diari . E' inedita per tutti . Zia Loredana ,adulatrice come sempre  ,anche senza averla letta suppose ,conoscendo le mie rime , ma purtroppo rigirando il coltello nella piaga, che se gliela avessi solo  fatta scorrere  forse non avrebbe agito da meschino come invece si rivelò.

Ve la dono , senza por tempo in mezzo:


INNAMORATA!    


Il Santo ,di cui con orgoglio porto il nome,

mi aiuterà , anche se non so proprio come,

ad espugnare la Rocca del tuo cuore

a picco su di un fossato da guadare :

il piccolo mare dei tuoi ritegni.


Nei miei sogni invero tu solo regni!

Ti perdonerò se qui , per l’immenso affetto,

mi costringi ,insonne , a rigirar nel letto.


Devo confessare che non so,

se desiderar che tu mi legga oppure no…

Di sicuro non muterà nulla ugualmente 

ma il mio cuore tornerà, vivo e gemente,

a scriverti. La tenebra anche se nera,

si rischiara a giorno e sono più sincera

se mi esprimo col favore della notte

nonostante le meningi affaticate e cotte.


Sei per me come quei dolcettini 

al primo assaggio amari , poi  zuccherini!


Vorrei condividere con te non solo le occasioni conviviali 

ma una quotidianità che ci metta le ali

e grazie ad un mondo solo nostro di magici segreti

assaporare una vita gaia e senza tabù o divieti.

Essa sembrerà più bella ,ardente 

e ci sorriderà indicibilmente!


Non vorrei infin cader nel banale :

se cadessi così mi farei davvero male!

Se non corrisponderai ai miei sentimenti

certo apprezzerai i miei benevoli intenti!

Almeno entrerò nel novero di chi è 

sinceramente e del tutto innamorata di te!


Una curiosità... leggiucchiandola oggi scoprii che scrivevo di notte anche allora , non immagino  né rammento come. Infatti in quei momenti  convivevo con i miei genitori con i quali avevo definito orari assai rigidi che dovevo tassativamente rispettare . Ma non voglio finire  con questa nota dolente per cui vi esorto all'ascolto di uno dei miei preferiti cantautori italiani : Giorgio Gaber che con tutto il brano , ma soprattutto con l'aforisma finale , riassume i miei sentimenti che in questo periodo provo.  Viviate solinghi o no .. ecco a voi il link di questo che ritengo un vero inno alla solitudine. 

Auguro a  voi tutti un coraggio, a dir poco, vigoroso e la forza di reagire malgrado tutti i rimpianti! Scusate per la malinconia ma ho tentato di accompagnarla con una fiduciosa speranza !

Alla prossima...Vale 




Commenti

  1. “Se non ti fermano mentre ti allontani , allora continua a camminare. Guarda avanti, senza voltarti. “ Paulo Coelho.

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