Amici animali



"L'arca di Noè  " di Marc Chagall  1963

 Bentrovati!

Cari lettori e lettrici,

se seguite i miei post ,anche da poco tempo, sapete quanto sia per me  essenziale l'affetto: sia nei confronti dell'homo sapiens che per gli animali. Chi non condividerebbe questa mia positiva inclinazione? E chissà se realmente Noè , oculatamente salvò una coppia di ciascuna razza di bestiole preservandole ,in tal modo ,dallo storico nubifragio? ( vedi foto)  Ma un po' tutti , come io qui con Chagall, custodiamo l'avvenimento nel nostro immaginario. Questo mese anch'io ho riservato per voi" una coppia "di poesie che riguardano due episodi che ho veramente vissuto ed, i quali, hanno in qualche modo modificato la mia vita .Il primo lavoro :molto dolente , appartiene alla mia infanzia ed interessa anche il mio carissimo insostituibile ,indimenticabile padre al quale ho fatto trascorrere istanti che non vi consiglio! Mi supportò e sopportò per anni ed anni con la dote di poter chiarire al meglio, tramite le azioni, i concetti più complessi donando così insegnamenti fondamentali per tutti , figuratevi per una bambina bizzosa ed eccentrica come me! 

Vi offro quindi la composizione , senza null'altro aggiungere:


IL GRANCHIO ( 13 giugno 2023)


Una mattina calida

mi sorprese ancor bimba

sotto la canicola ligure agostana.

In quel momento felice 

chissà perché 

mi si affacciò alla mente il pensiero

di mettere alla prova il mio papà,

considerato da me , dalla nascita

o forse anche da prima,

il mio personale 

“Cavaliere senza macchia e senza paura “! 

Improvvisamente ,

ad alimentare il mio capriccio,

venne, con la sua inquietante presenza ,

una , devo dire , simpatica bestiola 

dotata di chele

che mi ispirò la bizzarra azione.

Ipso facto

chiesi al mio caro genitore 

di sbarazzarsene 

perché ,secondo me, era “cattiva”.

Babbo Eugenio mi accontentò

subitamente 

e , tramite una paletta,

tra i miei giuochi preferiti,

con cui costruivo fantastici castelli,

attento a non causargli alcun dolore,

trasportò il granchio

nel cestino della nettezza, 

lì in spiaggia.

Poi , senza rimbrotti né ramanzine,

e senza parole inutili ,

come era suo solito,

mi manifestò il disastro 

che avevo combinato.

Mi prese la mano

accompagnandomi sul bagnasciuga,

dove, accanto agli scogli,

ecco, stupefatta , scoprii

un nido di numerosi minuti granchietti

che aspettavano la mamma.

Gliela avevo tolta !


Grazie ad un semplice crostaceo 

ed alla sua figliolanza

da allora valutai con più attenzione

ciò che facevo

o che ingiungevo di fare agli altri,

esaminando prima 

tutte le diverse

implicazioni conseguenti

sia nel bene che nel male!


Il secondo scritto racconta una brutta esperienza che purtroppo dovetti subire durante la mia primissima adolescenza e che mi fece molto soffrire .Scusate lo sconforto ma desidero farvene edotti e mi raccomando ...conservate in voi la morale che nasconde : ossia che in tutti , nessuno escluso, anche se appare il più innocente , è celato ed insito un mostro di malvagità.  Basta sollecitarla e subito si sfoga con estremo,  crudele, spietato impeto. E chi deve tollerare le conseguenze inevitabilmente e perennemente sono i più fragili ed umili. Ecco questo mio indelebile ricordo:


IL PIPISTRELLINO ( 11 giugno 2023)

 

Un grumo di vita color cinerino.

Solo una piccola linguetta rosata

pulsante e lucida

premetteva di classificare 

come essere vivente 

e non come morbido peluche 

un tenero cucciolo orfano:

un piccolo di pipistrello.

Che attendeva 

quel fragile animaletto

lì appeso a testa in giù?

Aspettava il mio arrivo

e le mie coccole!

La mattina mi svegliavo gioiosa

nel desiderio

,in quella adusta estate metropolitana,

di raggiungerlo in Oratorio

portandogli in nutrimento

una pipetta di latte.

Alle mie carezze sul pancino ,

molto caute nel timore di ferirlo,

rispondeva 

con il canto suo  sottile 

ed il “sorriso “ beato

di chi si sente amato

restituendo immensa commozione

ed autentica felicità.


Quel pomeriggio ,

particolarmente lieta,

mi attardai , inebriata,

tra le aulenti siepi di gelsomino 

ebbra di spensierata fanciullezza

non prefigurandomi

la tragedia!

Lo scorsi ,infatti, nella polvere

accanto alla scopa di saggina 

raggrumato ed ad occhi spalancati

ormai

senza respiro.

Il sacrestano

mi assicurò che la bestia 

per lui insignificante,

fosse progenie del demonio

e, sogghignante, confessò il proprio delitto !


Da allora ,il luogo che doveva essere un’oasi,

e ricettacolo d’affetto per ognuno ,

per me si tramutò, in un fulmine,

in un  vero inferno e…

nauseata  e profondamente desolata,

non misi più piede in Chiesa!

Sapevo ben io,

chi fosse  

altresì indubbiamente certa ,

discendenza di Satana !

Infine, ringraziando della cortese, paziente attenzione  dedico a voi e , chiaramente , ai nostri amici animali  , un "pezzo" di rara pregevolezza . Ogni volta che l'ascolto  suscita in me una gran commozione. E' stato ideato e magistralmente interpretato,  da Renato Zero , il quale ,con le sensibili emozioni che ci regala, non si smentisce mai. Se avete intenzione di "strizzare i fazzoletti", cliccate qui.

Vi abbraccio augurandovi un felice luglio!

Alla prossima...Vale 



    

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