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| Il parco dell'Isola Madre |
Bentrovati!
Di questi tempi, mentre nel mio quartiere pollini aleggiano nell'aria con un delizioso profumo di mimosa e lillà e le mie piante grasse sul terrazzino esplodono di esuberante giallo entusiasmo , mi sento stranamente attiva per non dir vogliosa di novità e felicità. Anni fa condividevo quest'emozione con sollazzo con i miei genitori come se tutto fosse dovuto. Ora , dopo la loro scomparsa, quel supposto pensiero non è certo sopito in quanto nuovamente non mi do per vinta. Proprio in questo periodo di primavera/estate noi 3 ci scatenavamo in gite in montagna, mare e lago. Tutte le nostre avventure ,nonostante da molto trascorse, vivono nel mio ricordo! Viaggiare nella nostra esistenza è fondamentale ed è importante scegliere minuziosamente i propri compagni di "scampagnate" perché altrimenti la piacevolezza tanto agognata in quei momenti si potrebbe trasformare in un vero e proprio incubo !Le mete vacanziere che con i miei più ripetevamo, erano sul Lago maggiore ( vedi in un mio scatto) Vi offro questa volta, una poesia che in modo "lievemente" logorroico descrive quegli istanti i quali memento tuttora nei miei precordi!
NELLE DOMENICHE DI SOLE
È una giornata di piova,
ma stranamente, la memoria ritrova
una di quelle domeniche in cui, di buon mattino,
ci svegliavamo al primo sole,
rasserenati con il Mondo vicino,
perché già sapevamo che con la giornata bella,
avremmo fatto una gioiosa e familiare gitarella.
Saliti in macchina, noi tre pimpanti,
come solevamo, iniziavamo i canti
allegri e gai come in ogni escursione
accompagnavano il viaggio come Alpini in festosa missione.
Giunti alla frazioncina di S. Giovanni
tra Belgirate e Stresa ove ci recavamo da anni,
eccoci di fronte al Lago Maggiore
dove, e lo affermo con vigore,
il tavolino del ristorante, nostro abituale,
ci accoglieva con una vista “niente male”!
Il Golfo, da noi rimirato e tanto amato,
ci preparava alle ghiottonerie che avremmo testé consumato.
Ci raggiungeva una bella gattona ,che si faceva grattar la pancia,
il suo nome, meritato quanto buffo, era: Mancia!
Il pranzo era assai prelibato
con dei sapori che nei sogni, golosa, ho vagheggiato.
Comprendeva per primo piatto,
una pappardella al tartufo con gusto esatto:
non troppo agliaceo o pesante ,
ma delizioso e quasi rinfrescante.
Di secondo ,l’ immancabile Pesce Persico con salsina a lato
e le patatine fritte ,che non ho ancor dimenticato
grazie alla fragranza ed ,insieme ,delicatezza,
che le vivande sprigionavano con gradevolezza.
Il dolce poi, che fosse torta, tiramisù o semplice gelato,
fresco e saporoso, ci veniva servito e quasi “regalato”
come un dono di riconoscenza
per la nostra fedele e quasi immancabile presenza.
Ma la festa non era terminata.
Infatti nel pomeriggio ci attendeva la traversata,
in battello , per ogni splendida isola lacustre,
che dei Borromei porta il nome illustre.
L’Isola Bella, nel 1682 di costruir è cominciata.
Con stucchi, affreschi, antiche suppellettili è felicemente arredata.
Le Grotte a mosaico ,fresche ed accoglienti,
ti dirigono ad altri siti ridenti,
come il bel giardino all’italiana
dove si gode di ogni pianta esotica la potatura vigorosa e sana.
Da marzo ad ottobre, la fioritura,
rende felice ogni creatura
che visiti il parco,
poiché l'eleganza delle sue meraviglie, dello stupore apre il varco.
L’Isola Madre è l’isola più grande
che di animali e vegetali la lieta beltà espande.
Pavoni, pappagalli e fagiani,
liberi, sembrano avvezzi a noi umani
e si aggirano tra azalee, glicini e limoni,
con una naturalezza che neanche supponi.
Tra Ginko Biloba antichissimi, ed altre verzure,
ti rendi conto con quali cure
il parco è trattato
e con tutto l’ambiente attorno armonizzato.
All’interno della vetusta dimora , vi è un’esposizione,
che, con lo sfarzo di vestiti, bambole e porcellane, fa perder la ragione!
Io l’ho perduta per un tavolino intarsiato in pietre preziose,
come spesso mi accade per le più belle cose.!
L’Isola dei Pescatori: piccolo villaggio,
si chiama così per l’uso saggio,
degli abitanti dei vicoli stretti e sinuosi,
di avvalersi dei lunghi balconi , non certo ombrosi,
per essiccare il pescato..
cosa che non avrei mai immaginato.
A questo punto , al tramonto giunti,
sfiniti, ma felici, per i risultati raggiunti,
eccoci tornare a casa a cuor contento
con ricordi che tuttora con gioia rammento!
Quando penso ai copiosi appuntamenti con il Creato che attorno a noi attendono solo di essere carpiti e vissuti con coraggio e serenità , mi sento veramente viva. Ho trovato una canzone di Gianluca Grignani che , in "Destinazione Paradiso" ritrae un'escursione che desidererebbe non terminare mai. Se pensate di ascoltarla, eccovela qui.
Vi auguro infine di godere con chi più amate le vostre ferie e che siano ritempranti , interessanti , divertenti e rilassanti, magari in una città d'arte. Infine grazie dell'attenzione e lettura e spero soprattutto che il mio racconto in rima vi sia stato gradito ,auspicando anche che il mese prossimo non dimentichiate di dare un'occhiatina a questo minutissimo e modestissimo spioncino sul Mondo che vorrebbe essere il mio blog.
Alla prossima...Vale

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