Quando una foto...

 

Papà Eugenio e Mamma Silvana in vacanza 

Bentrovati!


Ebbene sì! Questa è una delle prime foto che papà mi permise di scattare con la sua amatissima macchina  a cui era assai affezionato ( una vecchia Canon )Confessava quasi orgogliosamente di esserne alquanto geloso! Eravamo, in quell'occasione sui nostri magnifici "Monti Pallidi". .I visi dei "miei" palesano i loro sentimenti ed è evidente l'afflato che li univa e che li lega tuttora nel Regno dei Cieli.

Papà con un sospiro beato pare dia un sorriso di sollievo esprimendo fiducia nel futuro ma anche in me che lo ritraggo .La mamma sembra lieta e rilassata in un atteggiamento un po' bizzarro per lei , sempre severa e poco avvezza alle spiritosaggini. In questa posa abbandona il suo contegno compassato per un risolino tranquillo ,disteso e soddisfatto. Li ho voluti ritrarre alla finestra  perchè la ritengo una metafora della vita. Infatti noi viventi non possiamo vedere noi stessi ma solamente il prossimo può scorgere sul nostro volto e il nostro corpo ciò che proviamo.  Unicamente in uno specchio abbiamo la facoltà di distinguere le nostre fattezze  Il primo specchio della storia fu certamente un placido laghetto in cui un nostro antico avo si sarà guardato come il mitico Narciso .Ma soltanto con la trovata ingegnosa del tedesco Justus von Liebig si realizzò il prototipo dell'attuale. Accadde nel 1855 quando ebbe l'idea di stendere un sottile strato di mitrato d'argento su di una superficie di vetro. Ma...con il "Ritratto di Dorian Gray "succube di sè stesso ed infine da sè stesso sconfitto ,Oscar Wilde canta il pericolo di essere vanesio e millantatore come il protagonista del geniale romanzo scritto nel 1890.

Torniamo ora alla fotografia la quale ritrae anche un mazzolino che, anche se statico e modestissimo, dà luminosità alla composizione. Soprattutto mi ricorda le perenni raccomandazioni di mamma rivolte a papà e me di risparmiare nel raccogliere tra i fiorellini montani ,di cui facevamo spesso incetta, le pregiatissime Edelweiss che appassionatamente adorava.

Proprio a lei, rarissimo e delicatissimo fiore, dedico questo lungo pensiero.


SGUARDI   lungo pensiero (21 agosto 2021)

Riflettendoci profondamente son addivenuta ad una conclusione . 

Il rapporto di noi sapiens è fatto di sguardi.    Il che può sembrare ovvio ma ciò che mi ha portato a questo pensiero è il ricordo che ho tuttora di mamma.

Esso è composto prevalentemente da brevi incontri che ho avuto con lei: soprattutto gli ultimi 3.

Il primo , il più vivido e tragico di tutti, si verificò sull’ascensore di casa nostra.  Mamma era sulla sedia a rotelle e, con gli occhi sgranati, a sottolineare ciò che mi stava comunicando. Mi precisò un concetto lapalissiano a primo acchito ma, vista l’occasione, il suo significato fu evidenziato ancor più dalla sua mimica: particolarmente dagli occhi! Degli occhioni dolcissimi da  Basset Hound ! Tra l’altro erano i cani che più amava!

“Ricordati che ti ho voluto bene !” Sembra semplice ma è una frase che riassume 50 anni di amore sincero e sacrifici indefessi che Mutti mi regalò senza chieder nulla in cambio!  Ripeto la risposta anche qui ora e la ripeterò sempre pur nel sito più recondito del mio spirito  : “Lo so ,mamma, e contraccambio! Credimi, non ti dimenticherò mai!”

Il secondo ricordo è più blando, tenero, benché l’evento da cui è estrapolato fu quanto mai amaro , brusco e lo vissi da lontano.

Dalla finestra della mia camera stavo osservando mamma andando via in barella e, sebbene tutta imbragata da varie fasce e quasi immobilizzata ,guardò verso di me e mi salutò con la mano.

La guardai in viso e, quasi sbigottita, nella mia mesta inquietudine, vidi un sorriso sulle sue labbra che pareva, anzi era proprio cordialmente , sicuro e speranzoso!!! 

Questo piccolo/grande gesto, accompagnato dallo stesso sorriso, si era ripetuto tante e tante volte : prima che andassi in montagna con gli amici o, molto più spesso, quando aspettava che tornassi dal lavoro.

Appena scorgevo la mia abitazione da lontano guardavo subito la cornice della finestra della mia camera da cui spiccava un capolino canuto e l’immancabile sua manina che si muoveva simpatica e dolcissima : allora mi sentivo veramente accolta!

Il terzo felice se, col senno di poi, può esser definito felice, si verificò il venerdì 13 novembre del 2020 in streaming grazie al cellulare dei miei “compagni di vita” del” Laboratorio”, sempre presenti in ogni situazione . Subito notai sul suo incarnito un accenno di color rosato e me ne meravigliai.

 Rosa , persona a me carissima ed indispensabile in ogni frangente ,che stava condividendo con me tutto il lungo svolgersi della lunga  malattia di mamma ed, in quel momento, il suo breve Addio alla Vita ,mi informò in un sussurro, che l’uso dell’ossigeno può provocare tali lievi arrossamenti .Conoscevo bene, però quei rossori .. Papà ed io la dileggiavamo quando si emozionava  e questo accadeva molto di frequente. Avendo i capillari delle gote un po’affioranti sembrava una contadinella trentina.  Noi la schernivamo chiamandola Heidi .      Ricordo le sue risa di allora :spensierate e divertite seppur discrete e , a dir il vero , tradissero un poco di pudore!

Onestamente non ricordo le parole con cui mamma mi ha lasciato ,tramite quel minuto quanto provvidenziale schermo di cui sopra , ma mi sembrarono un po’ di circostanza anche se sincere e sentite. Ricordo però il tono della voce ma anche il volto che non era scarno e nemmeno trascurato , mi parve invece, quasi rimpolpato, non certo pallido od esangue.

Dal suo sguardo mi apparì serena ,ma lasciata sola, nell’ultima inquadratura, ,eccola nel letto candido con un’espressione quanto mai perplessa!

Fu l’ultima volta in assoluto che la vidi !

Di sera queste 3 tipologie di sguardi mi assalgono o mi conducono con grazia nell’annottarsi. ( dipende dalle giornate che ho trascorso…)

Sono sicura, anche adesso mentre sto rielaborando il lutto ,che questi sguardi mi accompagneranno sempre , in qualche modo guidandomi nella mia esistenza.

E.. mi auguro con forza che qualcun altro ricorderà, dopo la mia morte, alcuni miei sguardi facendomi vivere nuovamente nel proprio memento : lo ringrazio fin d’ ora!

fine 


Non temo la morte ,anzi , sono proprio curiosa di vedere di persona ( oppure sarebbe meglio dire "di anima")cosa c'è nell'Aldilà!

Infatti il brano che vi propongo questa volta è "Tuba mirum"( tratto dal Requiem di Mozart).Lo amo particolarmente perchè Amadeus nel comporlo ha usato tutta l'estensione musicale possibile .In questo splendido esempio di Celebrazione dei Defunti cantano proprio tutti: dal basso al tenore ,al contralto ed infine al registro più alto: il soprano. Sin da piccola lo ascoltavo  con ammirazione che sfociava in autentica  gioia !Il testo è in latino e descrive l'Apocalisse che ritengo sarà lo "spettacolo interattivo "più incredibile ma soprattutto imperdibile di ogni Tempo! Quando darei per potervi partecipare anch'io da viva!  Lo ammetto , sono strana, ma vi consiglio vivamente di udire anche voi con attenzione questa, a dir poco, stupefacente, Opera d'Arte! Se volete ,cliccate qui.


Adesso vi lascio con una nota ottimistica : una piccola considerazione estemporanea.


Quanto mi struggo pensando al Mondo:

sempre semplice e profondo

in un ossimoro vitale

che dell'Esistenza è il Sale !


Alla prossima...vale 







Commenti