Il coraggio di essere sè stessi



Può sembrare soltanto una pianta !

Bentrovati!


Si tratta di una sorta di autostima che mi viene in soccorso non so da dove : da qualche Entità celestiale o dai  miei più reconditi anditi psichici ?!

So solamente che ogni volta in cui  provo la ricorrente paura di vivere , un sogno mi consola, mi spalleggia e riprendo il mio itinerario esistenziale  più ottimista e fiduciosa di prima . 

E' il potente desiderio di debellare la malinconia , di vivere davvero nonostante tutto, di raggiungere impavidamente la serenità e la sicurezza andate perse...per condividerle di nuovo con il Mondo intero.

Ne ho fatta di strada ...! Non ci crederete  ma se non esistesse la Poesia io non avrei potuto essere come sono ora. 

Ho ritrovato quasi la stessa tematica descritta con rarissima vivezza intellettuale , spirituale ed artistica  in una canzone di Simone  Cristicchi che mi ha ,a dir poco,spalancato l'anima : "Le poche cose che contano "! Se volete ascoltarla cliccate qui.


Questo mio  breve racconto vuole esprimere in parte ,se non proprio precisamente , tali ed altri  concetti. Ve lo dedico con smisurato affetto  con il sorriso di un coraggioso, semplice fiore giallo.



SUCCULENTA  ( 24 aprile 2021)  Breve racconto


Un altro racconto sulle cibarie?   No, questa volta non mi accingo a trattare questo argomento che tuttavia prediligo.   Questa storia nasce anzi nacque da una visita medica di routine alla quale fui sottoposta verso gli anni 8 alle Scuole Elementari.

La dottoressa ,dopo avermi maneggiato ,  senza pietà , sentenziò ad alta voce:

“Abnorme accumulo di materiale adiposo “ E, non paga di ciò lo mise anche per iscritto!  Le risatine delle mie compagne e compagni di studio echeggiano ancora impietose nella mia memoria.  Tutti mi dileggiarono , tranne Cesare  che mi consolò dicendomi :”Quelli là non sanno come suoni bene il pianoforte e quanto bene scrivi! O se lo sanno , sono veramente invidiosi!  Io non smetterò mai di apprezzarti anche se sei un po’ grossa!” Diventammo grandi amici . Da allora ogni volta  che poteva , al mio compleanno od in altre ricorrenze non mancava mai di regalarmi una piantina grassa.

Anche mia mamma gradiva la compagnia delle” succulente” e le accudiva con piacere nonostante privilegiasse le piante alpine come i ciclamini, i rododendri e le genziane. 

Papà ed io avevamo trovato in un negozio di fiducia un cactus piccolino e molto spinoso che ci ispirava simpatia. Lo portammo a casa e diventò subito il pupillo di mamma Silvana . 

Da allora non smise di prendersene cura , con grande esito perché si riprodusse in modo spropositato ricolmando la terrina che dovette essere sostituita  varie volte, tale era la sua tenera, quasi commovente ,esuberanza. 

Questo rapporto ben ricambiato terminò alla scomparsa di mamma.  

Da allora in poi lasciai il vegetale a sé stesso ignorandolo completamente per il dolore che mi suscitava la sua vista dato  il ricordo di un” arboreo “ affetto   che prima mi donava serenità ed a cui a modo mio ,con entusiasmo , partecipavo. 

La pianta è collocata sul mio terrazzino di casa , vicino alla finestra del salotto proprio accanto alle foto di famiglia . In quel luogo  , dalla morte dei miei cari, ogni mattina e  sera ho l’abitudine di soffermarmi ragguagliandoli della giornata trascorsa e raccomandandomi per quella futura…

Sarò folle , ma ciò mi rassicura! Un giorno di aprile mi sfuggì l’occhio rapito da un colore inusitato ed imprevisto.  Era lei , che era fiorita a dismisura  in numerosissimi fiori gialli e che sembravano  volessero  esprimere anche a me  tutta la sua voglia di vivere. 

Era il desiderio di impollinare ed essere impollinata che il sapiens chiama “passione d’amore “ ! I suoi ormoni erano spavaldamente e selvaggiamente esplosi malgrado la mia mancanza di attenzioni .

Da allora la controllo ogni giorno e l’annaffio eliminando anche le fogliette parassite che, a volte, trovo nel vaso attorno ad essa . 

Ora siamo grandi amiche tanto che al risveglio  ed annottandomi saluto anche lei.

In quei brevi  istanti ricordo con gratitudine sia i miei  defunti  che il mio antico affettuoso conoscente di cui ho, purtroppo ,smarrito le tracce.

Le ho scattato una foto che tengo anche nella mia memoria esterna perché suscita in me sollievo e confidenza quasi come un essere umano.

La sua forza vitale che si manifesta nelle vigorose e vivide efflorescenze  mi suggerisce e rammenta che anche a me è capitato come alla cara piantina .

Infatti dapprima la mia esistenza si trascinava mediocre , quasi insulsa : mi sentivo  banale ed insignificante . “Coltivando”  le mie  doti personali , però, già da parecchio tempo ed  in questo periodo  particolarmente ,sto perseguendo i risultati tanto desiderati  con il mio seppur minimo ma  fruttuoso  appagamento  e successo.   Certamente non dimentico il supporto e l’intesa con amici e parenti  i quali immancabilmente rinnovano.

Grazie a tutti voi ,appunto,  ( succulenta inclusa) ho  finalmente compreso che  le cose belle spesso accadono repentine ed inattese anche quando tutti i nostri sogni possono solamente apparire irrealizzabili! 

fine 

Riconoscente ai miei compagni di viaggio ed a chiunque  mi legga in questo momento ,vi aspetto fra un mesetto ,come d'abitudine  qui, sul mio blog!


Alla prossima...Vale 






Commenti

  1. Brava Vale ! Ti voglio ti voglio bene!

    RispondiElimina
  2. Con poche parole sei riuscita a catapultarmi in quei minuti di sentenza dolorosa, mi hai fatto "partecipare" emotivamente agli apprezzamenti sinceri e appassionati .. ogni parola suscita emozioni vivide come i colori dell'inaspettata fioritura. Grazie!

    RispondiElimina

Posta un commento