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| Natale naif |
Bentrovati!
Quest'anno per le Festività desidero "regalarvi"un piccolo racconto ,anzi, una favoletta natalizia che spero apprezzerete. La accompagnerò con un brano che è un evergreen dei nostri Alpini .Cliccate qui per ascoltarla. Ora capirete perchè l'ho carpita per voi da You Tube : si tratta di "La montanara".
FAVOLETTA NATALIZIA 2019
“Cirmolìn “era un alberello pazzerello . Era felicemente germogliato dal magico pinolo di mamma Cirmola in un bosco fitto fitto sui fantastici Monti Pallidi.
Viveva con gioia tra maestosi cervi, vigili marmotte, folti e rosseggianti rododendri, profumati fiori di nigritella ,morbidi muschi e verdeggianti felci.
Da quando aveva sviluppato le prime radici però qualcosa era cambiato: il clima si era modificato notevolmente . D’estate era più caldo e soprattutto d’inverno le temperature erano molto meno rigide. Purtroppo il nostro amico era però ugualmente assai freddoloso. Ora che era quasi giunto il Natale fumose nebbie ma soprattutto gelide grandini e ghiacciati cristalli di neve lo rendevano inquieto a dir poco. Aveva molti fratellini là nella selva selvaggia con cui condivideva la luce, ossigeno, anidride carbonica ,l’humus e faceva a gara a quante più pigne riuscisse a produrre. Si divertiva ,ma segretamente desiderava vivere altrove più al calduccio e trovare altri diversi passatempi.
In una notte di tormenta anche se tiepida rispetto a quelle dell’anno precedente finalmente decise di metter termine ai suoi travagli. Così, sicuro di essere ascoltato, rivolse le sue fiduciose suppliche a Madre Terra.
La implorò in questo modo : “Cara Madre , per Natale vorrei come dono un sole caldo tutto per me e godere di nuove attività più proficue e ricreative!”
Mamma Natura ascoltò questa accorata preghiera e la risposta non si fece attendere.
Infatti da lì a poco accadde che gli animali della foresta si sentissero in fermento : sembravano preoccuparsi di un nuovo evento che doveva verificarsi per Natale .
Subodoravano qualcosa di diverso ,un avvenimento che avrebbe coinvolto alcune creature tra di loro ma non immaginavano cosa.
Era la Vigilia e le marmotte diedero la notizia: l’uomo era giunto in quota e si faceva pericolosamente largo fra le fronde . Tutte le piante tremavano spaventate per l’inimmaginabile incipiente novità.
Cirmolìn vide così l’essere umano per la prima volta : sembrava un albero calvo con le radici libere dalla terra…Lento si aggirava pericolosamente per il crinale e si esprimeva con un linguaggio sconosciuto.
Ecco che d’improvviso ,un esemplare di questo bizzarro animale si parò proprio dinnanzi a sé . Sollevò uno strano utensile e cominciò a scavare sotto di lui. Dopo poco il nostro protagonista fu completamente liberato dalla terra in cui aveva radicato e da cui si sentì svellere totalmente .
Ora Cirmolìn era completamente terrorizzato nel sentirsi trasportare altrove: ma dove? Dopo un lungo viaggio su di un mezzo “a 4 zampe rotolanti” giù per il monte arrivò in destinazione. Si aprì una porta e subito un tepore indicibilmente gradevole lo avvolse…con sollievo , gran piacere , per non dire sollucchero scoprì così la casa dell’uomo.
Tutto in quel luogo era più piccolo ma nonostante ciò il nostro Pino Cembro fu comodamente collocato in bella vista nel salotto buono in un capiente vaso di terracotta. D’ allora in poi si rese conto dell’ immenso interesse l’uomo provasse per lui. Le nuove creature colorate e di tutte le forme non lo lasciavano mai solo. Lo circondarono prima dubbiosi ,operosi ed infine soprattutto giubilanti e festosi nei suoi confronti. Si sentì al centro della considerazione mentre veniva agghindato con attenzione quasi maniacale con palline multicolori ,lucine, festoni.
Adesso era davvero la” Star “ del momento :infatti proprio sulla sua sommità fu posta una stella luminosa e dorata. Ora gli uomini sembravano soddisfatti del loro lavoro e sospiravano e ridevano contenti della propria opera.
Non si era mai sentito così amato!
Dopo pochi giorni di permanenza in quell’ alloggio , sempre così osservato e quasi venerato ,cominciava a sentirsi male. Perdeva gli aghi ,avvertiva troppo calore ,le radici erano imbrigliate in pochissima terra e si sentiva legato dagli addobbi dai quali era interamente cosparso.
Or più che mai avvertiva la nostalgia per la sua amata pineta !Ancora una volta si appellò a Madre Terra ed Essa ,benevola, ancora una volta, lo assecondò .
Trascorsi alcuni dì infatti fu spostato dalla sua momentanea sede . I bimbi commovendolo lo salutarono abbracciandolo e piangendo mentre lo liberavano dai vari orpelli da cui era imprigionato. Così , dopo essere stato incatenato e costretto per tanto tempo, stranamente si sentiva nudo.
Ripeté il percorso che l’ aveva portato alla casa dell’uomo e ritornò nel bosco sempre tramite quello strano aggeggio semovente su per il monte e nuovamente lo misero a dimora nello stesso luogo ove era cresciuto.
I suoi amici e parenti nel vederlo ancora vivo benché macilento e stranito lo festeggiarono affettuosamente e si complimentarono con lui per aver avuto la fortuna di vivere un’esperienza tanto speciale.
Attraverso questa avventura il nostro albero aveva compreso quanto fossero importanti i luoghi natii , i propri cari .ma specialmente , quanto giovino innegabilmente a tutti noi il coraggio e la sopportazione del nuovo e dell’imprevisto qualora la vita ci metta alla prova.
Ringrazio affettuosamente per la lettura e l'ascolto sia chi mi segue da sempre che estemporaneamente!
Buone Feste ! Un enorme abbraccio!
Alla prossima ...vale

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