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| la mia dimora |
Bemtrovati!
Carissimi,
questo post sarà dedicato alle nostre "oasi",ossia le proprie abitazioni. Vedete la mia ritratta qui sopra in un mio scatto.La finestra semi-aperta è quella della camera da dove vi scrivo. Dopo ogni viaggio c'è un ritorno e spesso il ritorno a casa mi mostra l'aspetto più piacevole del viaggio. La mia più grande certezza è che nelle quotidiane stanze potrò trovare pace e serenità ma soprattutto l'affetto di chi ci vive da tanti anni rendendole accoglienti e belle ,cioè la mia amata madre.
In questo racconto parlo appunto di una breve assenza la quale però si rivela un' avventura esprimendo la gioia di un ritorno d'impareggiabile sollievo.
ALLA RICERCA DI UNA RICARICA ( piccolo racconto)
( 21 marzo 2018)
Sin dalle prime espressioni vocali dei nostri avi ,homo sapiens sapiens ,di cui sono fiera di condividere la condizione vitale e mentale, si prefigurò l’inizio di una nuova abilità: cioè la comunicazione .
Tutti noi soprattutto con l’era dei social ,telefonini , computer e vari apparecchi che lo consentano ,siamo coscienti dell’importanza fondamentale di esprimerci soprattutto a parole .
Mia madre ed io ne siamo nettamente consapevoli!
Abbiamo un’ opzione con una compagnia telefonica che ci permette di interagire vocalmente per quanto vogliamo ed a poco prezzo.
Abitualmente per 2 volte almeno al giorno ci diamo uno “squillo”. La mattina quando sono giunta al lavoro per rassicurare mamma di essere arrivata a destinazione, e dopo la mensa , per organizzarsi per la cena data la dieta a cui sono sottoposta.
Ma quel sabato ,essendo a casa , avevo una commissione da eseguire che riguardava proprio la ricarica dei nostri telefonini dei quali il credito residuo era ormai minimo e perciò “ l’approvvigionamento” si rilevava impellente. Nonostante un tempo da lupi , mi si prospettava ,inderogabile , un’attività critica ma certamente rapida.
Eccomi nel ”loculo” argenteo dell’ascensore dopo l’ultimo bacino a mamma lanciato con un soffio oltre le dita alzate della mano sinistra, la mano del cuore.
Mi chiedo sempre in quei pochi istanti ,se la porta scorrevole si apra destra o a sinistra, con la probabilità del 50 per 100 sbaglio sempre la risposta a questo quotidiano, semplice quiz. Sulle ultime scale mi si parò dinnanzi un’atmosfera truce : con forte vento e pioggia battente Milano mi attendeva inesorabile. Aprii facendomi coraggio il mio labile ombrellino già sapendo perfettamente il percorso da compiere.
Il tabaccaio abilitato all’attività mia occorrente era molto distante ma con zelo affrontai gli eventi. Dopo pochi passi mi resi conto di essere vestita in modo troppo leggero. I pantaloni erano già un po’ bagnati e la felpa non mi riparava abbastanza ma la piazza alla quale ero diretta era già a me visibile.
Mentre procedevo lentamente ,dati gli elementi avversi, osservavo la vita attorno a me cercando qualche altro passante per consolarmi della problematica condizione. Solo uno sparuto parapioggia lontano fuggiva occhieggiando leggero come un funghetto turbinante nei vortici della bufera…: una visione onirica ,oserei dire quasi “felliniana”!
Mi sentivo sola ma felice d’esser viva ,di partecipare ad un’esperienza unica e magica con tutte le creature anche se alcune in quel momento ostili.
Ma proprio quella difficoltà vieppiù amplificava la mia voglia di seguitare il viaggio che mio Dio mi aveva donato da compiere e che giorno per giorno mi si rinnovava con nuovo slancio e desiderio sia fisico che psicologico.
Un piccolo momento fuori casa mi ispirava questi pensieri mentre giunta all’angolo ,guadando infinite pozzanghere, cercavo in lontananza l’insegna a me nota.
Da una grondaia un piccione, bieco, mi osservava … Tutto pareva grigio ma mi consolava l’approssimarsi del luogo che cercavo con occhi bramanti e mente contratta.
Finalmente alla fermata che solitamente raggiungo in tram ,con la sua presenza familiare , mi accoglie la scritta “Spingere” sulla soglia del ‘mio’ negozio . Avevo fatto una passeggiata breve ma senz’altro ardua ,ora potevo riposarmi e rilassarmi un poco al tepore del bar.
Entrai con un “Buongiorno !”un po’sommesso ma deciso e chiesi alla commessa ciò di cui avevo bisogno . Con una voce lievemente metallica la donna mi informò che il computer addetto non funzionava e per la ricarica poteva solo indirizzarmi ad un altro esercizio anch’ esso nei pressi della piazza suddetta.
Ma già io sapevo, grazie ad un’altra esperienza similare ,che anche in quella bottega il Pc non era abilitato a questa procedura. Ugualmente mi rassegnai a riprovarvi sperando che nel frattempo l’avessero aggiornato.
Con un altro tuffo nella tempesta riaprii l ‘ombrellino con fatica : con zelo ed un lumicino nel cuore , mi incoraggiai da me stessa.
Giunta al luogo desiderato ,confesso, con poca speranza . mi accolse un altro gentile esotico “No!” da una cinesina, a dire il vero neanche troppo convinto.
Ero esausta a dir poco ed incerta sul da farsi . Con le ultime forze rimaste mi recai in un altro caffè quasi cercando un aiuto soprannaturale ,anzi, inseguendo un poco di calore umano che in qualche modo mi rinvigorisse .
Informai uno slanciato cameriere ,anziano e brizzolato, della mia esperienza.
Egli molto cortesemente mi consolò immedesimandosi della mia attuale problematica con molto garbo . Rivelandosi anche molto simpatico mi consigliò di recarmi in un ‘altra via ammettendo però la sua effettiva lontananza . Tornai così sui miei passi ormai demotivata.
Ero già quasi tornata alla mia dimora quando una lampadina si accese all’improvviso :“Ma sì!” Dovevo provarci!
Letteralmente affidandomi alla Fortuna , entrai in una ricevitoria del Lotto che si trova pressoché attigua al mio condominio.
Con immensa e riconoscente sorpresa , alla mia sconsolata domanda, la proprietaria fece un cenno d’assenso. Ce l’avevo fatta ,finalmente!!!
In un attimo l’operazione fu conclusa e con un sorriso smagliante , felice ed appagata, pregustavo l’immagine del volto gaio di mia madre che mi avrebbe accolto con il calore della nostra amata casa e del suo affetto.
Salita sull’ascensore, non più loculo , ma fantascientifico teletrasporto ,azzeccai anche il domandone della porta scorrevole…
Tutto intorno a me si era improvvisante rischiarato da una luce mai così allegra ed amica.
Da questa esperienza con piacere imparai a non cercar lontano ciò che si può trovar vicino! Che ad ogni quesito ed esigenza si può trovare una risposta anche se è assai complesso e disagevole ricercarla.
Ed infine che più è impegnativa la soluzione della questione ,più la gioia di ottenerla rifulge di un quasi incontenibile piacere!
fine
Il diritto d' avere una casa è indubbio ed insindacabile! Ogni senza-tetto che vedo qui a Milano mi tocca profondamente ! Li vedo così tranquilli e sicuri che mi lasciano senza parole!
Spesso per alcuni di loro la strada non è stata un ripiego ma una scelta e la città è la loro dimora ideale,evidentemente solo così si sentono liberi.
Auguro a tutti voi di trovare la soluzione di vita più consona e che un rifugio, qualunque sia,vi sorrida ed accolga sempre con il suo appagante calore umano ogni giorno!
A presto!
Alla prossima...vale

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