Una Pasqua "ricca" di buon umore

Un arrosto Pasquale



Bentrovati!

Buona Pasqua a tutti!          E' un periodo sereno della mia vita e le festività sono ben accette anche per qualche riflessione. Ora  siamo  abituati a celebrare le Solennità soprattutto con riti alimentari ,a volte esagerati. Non ci rendiamo conto però della fortuna grazie alla quale possiamo godere, in questi anni che viviamo, di un' opulenza a dir poco scandalosa ,considerando il passato.
Mia madre ha ricordi dell'ultima guerra che paiono  davvero di un altro mondo!
Allora c'era chi teneva ,anche in città, la propria gallina al guinzaglio perchè preziosissima per le uova ed eventualmente per le carni.  Adesso l'arrosto di pollo è un cibo accessibile a tutti, qui in Italia. Per chi è a dieta ferrea ( come me )la carne bianca è ,persino ,assai consigliata.
Tempo fa  , nel mio primo blog, mi ero già occupata di questi simpatici uccelli domestici.
Per chi desiderasse  approfondire può cliccare sul seguente link :."Gallinacei &Company"
Le mie ultime rime Pasquali parlano di un pollo un po' bizzarro :una "ricetta in versi" che racconta con ironia la genesi di una poesia.

UNA COSCIA POETICA
( 21 febbraio 2018)

Mi procaccio inizialmente
qualche sapido ingrediente
al “mercato dei ricordi”
che si tien nei miei precordi.

Con similitudini e qualche chiasmo
mi avvicino con entusiasmo
anche all’arte culinaria
che assomiglia, essendo varia
e donando allegria,
alla cara mia “Poesia”!

Di pollo una grossa coscia
che sia soda e non sia floscia
con lo “sprint” di verseggiare
ora posso cucinare.

Già mi suscita acquolina
mentre in  una  pentolina
metto ,con un filo d’olio evo,
anche ciò che nascondevo
nel mio imo e …così sia :
alla ricetta alfin dò il via!

Con un forchettone la carne rivolto
ad ogni rima che ho ben risolto.

Sfumo con un buon bicchier di vino,
sia con la forza euforica  di un bambino
che di poetico ha proprio tutto,
sia dei dolori che un vecchio in lutto
consola leggendo in un poeta
la sofferenza dell’esistenza sua concreta.

Lascio decantar nella padella
ogni metafora che mi par bella.

Poi cospargo con le spezie
della gioia le facezie
che accompagnano la vita ,
ad attività gastronomica  finita.

Soddisfatta del mio cimento
la cibaria  ben presento.

Or ch’ è terminata la cottura
io impiatto ed a voi…”Buona lettura!”

Sperando che sia riuscita almeno a farvi sorridere ,vi auguro se non una "Felice Pasqua ",come si suol dire ,in quanto spesso è impossibile , ma almeno di trascorrere una giornata in buon umore !
Infine vi ringrazio ancora con profondo amicale sentimento!

Alla prossima...vale


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